Il piano di destinazione comunale ripartisce il territorio in zone: abitativa, mista, centro, attività, industria, verde. Ogni zona definisce le attività ammesse e le loro condizioni — superficie, orari, immissioni, posteggi richiesti.
Un'attività può essere vietata, tollerata a condizioni o soggetta ad autorizzazione all'indirizzo previsto. Un cambiamento di destinazione di un locale, per esempio da ufficio a ristorazione, è spesso soggetto a licenza edilizia anche senza lavori, con un termine che si conta in mesi.
La verifica si fa presso l'ufficio tecnico comunale, è gratuita, ed è l'unica che possa annullare un progetto a quell'indirizzo. Farla dopo la firma del contratto è l'errore più costoso del percorso.
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